maggio 17, 2008 20:35
Siamo alle solite: abbiamo un gruppo fantastico, Europa Galante che sta facendo un lavoro meraviglioso di recupero delle partiture orginali di autori barocchi noti e meno noti e ci offre incomparabili esecuzioni ... e noi che facciamo? Se andate sul loro sito a vedere il calendario dei concerti, scoprirete che per la maggior parte si tengono all'estero. Se andate su youtube, trovate i loro video postati quasi tutti da americani; italiani: zero.
Io non ho riprese da poter pubblicare, a settembre provo a procurarmele, perchè vado a sentirli. Tre serate: ci sarò,  a tutt'e tre. Chi vuole venire? Mi occupo io dell'organizzazione per chi arriva da fuori. Cosa c'è di meglio che condividere dell'eccellente musica? E' anche la situazione più simpatica per uscire dalla virtualità dei rapporti bloggari, almeno con chi condivide l'amore per la musica antica. Ma se anche  non l'amate già, l'amerete dopo averli sentiti: è "tutta un'altra musica", davvero.
Varcalasoglia e Maestrobuitre: se ci siete, battete un colpo :-)
Intanto posto i loro video trovati su youtube, uno a settimana. Ecco il primo (Scarlatti). Buon ascolto!
by cyrano56 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:nonsense, musicamaestro
maggio 17, 2008 14:16
Ad un cambiamento di vita è giusto che corrisponda un cambiamento di template. Max come al solito me ne ha preparato uno che è un capolavoro. Pronti? Tre...due....
by cyrano56 | commenti | commenti (popup)
Link | categoria:comunicazioni di servizio
maggio 10, 2008 13:35

Ogni dato istante può essere visto da un infinito numero di prospettive. Tra tutte, c'è quella che ti permette di individuare un sentiero dorato in ogni istante, di percepire un diamante nella vita di ogni persona. (....) Non importa quale aspetto una persona mostri in un dato  momento: è solo una parte di un essere umano completo. Ogni persona ha dentro di sé i semi per l'illuminazione e perciò merita rispetto.

Herbie Hancock
dalla prefazione di "il buddha nello specchio" - Esperia Editore

maggio 07, 2008 11:32
...per meditare.
Un passettino alla volta per avanzare.
Veloci o lentamente e inesorabilmente: ciò che conta è avanzare tutti i giorni, perchè chi non avanza, retrocede.

..."ma se siete a un punto morto, è tempo di smettere di suonare 'le note burrose' e di rendervi disponibili a scoprire qualcosa di nuovo nella melodia della vita. In fondo, cosa avete da perdere, se non il vostro blues?"  (*) ..."

(*) gioco di parole intraducibile tra due diversi significati di blues, che in inglese, oltre ad indicare un genere musicale, significa anche "tristezza, depressione" (ndt)

Herbie Hancock
dalla prefazione di "il buddha nello specchio" - Esperia Editore

maggio 01, 2008 13:07
tra tutte le stupidaggini che hanno combinato, questa è proprio da Guinness dei Primati (dovrebbero istituirne uno per l'imbecillità: abbiamo già un candidato, anzi un vincitore ).
aprile 27, 2008 19:55

    A volte la sofferenza -o i ritmi disumani che spesso siamo costretti a seguire, o i grovigli di problemi apparentemente inestricabili che ci assillano- ci rendono assenti a noi stessi e il mondo appare sfocato sullo sfondo, quando non scompare addirittura del tutto dalla nostra visuale.
Siamo talmente concentrati sul quotidiano che la vita ci scorre accanto invisibile, come un grande fiume che non riusciamo più a vedere.
    Ad un tratto si esce dall'impasse, perché l'abbiamo superata o semplicemente perchè ci risvegliamo, ed è esattamente questa la sensazione che proviamo; un risveglio, o un ritorno: dov'eravamo finiti?
       Ci accorgiamo d'un tratto che l'albero di fronte a casa, oltre le prime case, ha messo le foglie, mentre noi eravamo risucchiati dal gorgo di problematiche che -d'un tratto- non ci appaiono più così importanti.
E' il segnale del risveglio: “bentornato!” diciamo a noi stessi. Tante volte succede, nel corso di una vita...
   
    Qualche giorno fa mi sono sorpresa a spiare con meraviglia rinnovata un passerotto novello, con le piumette  gonfie e soffici da pulcino, aggrappato ancora incerto al filo dello stenditoio sul balcone:  in una gabbietta appesa alla parete, alla quale ho levato la porticina, offro semi a passeri e cinciallegre. La madre faceva la spola tra la gabbietta e il piccolo, imboccandolo. Recentemente mi ero ricordata di aver visto questa scena anni fa, con nostalgia, chiedendomi come mai non mi era più capitato di vederla. Ora lo so: sicuramente ad ogni bella stagione si ripete, ma io non la vedevo perchè la vita era “chiusa”, avvitata su se stessa, assorbita da falsi problemi. L'avevo già percepito analizzando il blog a ritroso, e ho imitato pollicino per ritrovare la strada, o meglio per riaprire una porta, e ritrovare le cose che contano.

    Le piccole cose: quelle vere e autentiche, non quelle che erroneamente troppo spesso consideriamo importanti.

ciclamini balcone
by cyrano56 | commenti (16) | commenti (16)(popup)
Link | categoria:
aprile 11, 2008 17:15
...un nuovo modo di "fare blog":

L'idea è questa: il primo che pone un quesito viene postato col copiaincolla: "argomento" poi chi vuole risponde/commenta. Io rispondo per ultima.


Inizia max:

...quanto è giusto lasciar scorrere il fiume della nostra vita, permettendo che le "cose" accadano secondo il loro verso? In altre parole: "...è più nobile sopportare i sassi e i dardi dell'avversa fortuna, o prender l'armi contro un mare di miserie e dando loro di cozzo, por fine ad essi"?
Blogger: MaxWeb La mia homepage: http://graffiati.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente  


rispondono sul tema:

io sempre giocato in attacco
ma ora forse è il momento di lasciare che "le cose accadano secondo il loro verso", ovvero di imparare a ..
ciao Cyr
Blogger: kairosh Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kairosh


caro max, cara cirana, se posso....vorrei lasciare qui una mia piccolissima riflessione sul"lasciar andare"! Lasciar andare le cose, secondo me non è lasciarsi andare al fiume in piena della vita che ci tartassa ma anzi, io lo intendo solo come lasciar andare tutto ciò che ci impedisce di mantenere calma e raziocinio; proprio per permetterci di tenere ben strette "le cose" e nel farlo, capire l'insegnamento che ne dobbiamo carpire. E questo per me vale sia nel bene che nel male. Io - per me - intendo di lasciarci scorrere addosso, come acqua pura, la pesantezza che gli avvenimenti ci infliggono, e nel farlo, ingrandiscono ai nostri occhi il dolore che ce ne può venire. Lasciar scorrere non è "lasciarci trasportare" ma anzi, lasciare scorrere via la pesantezza di quei sentimenti negativi degli accadimenti. In questo modo - credo - da succubi diverremo ben saldi per cavalcare la quadriga imbrigliando i cavalli impazziti all'interno dell'Arena, costringendoli così a seguire solo il nostro comando. E la vittoria sarà nostra.
Blogger: almaserena La mia homepage: http://laclessidradialma.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente almaserena


12 Aprile 2008 - 20:47
 
Io credo che ci voglia l'uno e l'altro.
Mi spiego.
Lasciar sempre correre e aspettare che il "destno" decida per te amio avviso è negativissimo poichè è sintomatico di deresponsabilizzazione.... combattere sempre, a volte contro ogni evidenza è deleterio ed è uno spreco enorme di risorse mentali e fisiche... quindi?
Quindi io credo che l'ideale sarebbe combattere per alcuni, pochi, motivi cui teniamo e imparare a sederci sul bordo del campo " a sentire crescere il riso" per il resto :)
(un'espressione bellissima e adottabile che ho letto da Dodo)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente perlasmarrita

#3   15 Aprile 2008 - 10:39
 
Io credo che si debba scegliere dove incanalare le nostre energie. Lasciarsi andare ed essere passivi è molto pericoloso e dannoso, bisogna avere la forza di opporsi al male, all'ingiustizia, all'egoismo. Credere di poter cambiare il mondo da soli è forse velleitario, ma l'energia sprigionata da tanti piccoli esseri umani è una forza immensa se incanalata nella giusta direzione.
Purtroppo, invece, spesso questa energia la sprechiamo nell'inseguire cose che pensiamo siano importanti ma che invece ci rendono infelici e ci fanno sentire più soli.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mariater55

 
Rispondo: credo che il Karma aggiusti tutto, ma di questi tempi necessita di una mano da parte nostra. Insomma, se va storta il Karma porrà rimedio, ma noi cerchiamo di non farla andare storta e lasciamo che il K. si occupi di un altra vita!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente maestrobuitre

CyranA:

Bene, mi pare che il confronto di idee che ne risultato sia interessante :-)
Max, dipende da cosa si intende per “sopportare”. Se si tratta di accettazione passiva, quell'atteggiamento che normalmente viene indicato come “rassegnazione”, non serve a crescere.
Sicuramente l'ambiente è un grande maestro, ma solo se e quando siamo disposti a capire quello che deve insegnarci. Questo però non è abbastanza: ciò che ci accade è davvero utile se ci fa riflettere e poi “agire”. Se non  mettiamo azione, non stiamo percorrendo nessun Sentiero e non andremo da nessuna parte. Di fronte agli eventi, l'atteggiamento corretto è capire “perché”: cosa di noi -karma compreso- ci ha portato a vivere quell'esperienza, cosa dobbiamo cambiare di noi e del nostro atteggiamento profondo nei confronti della Vita e di quell'episodio in particolare, e poi passare all'azione, modificando noi stessi prima (e siamo già al 70% di quel che serve) e agendo correttamente poi. Già il fatto di aver capito la causa profonda che ha provocato l'effetto può bastare per sapere “come” agire per modificare la prima e di conseguenza il secondo. Soprattutto, non dobbiamo mai dimenticarci -o dobbiamo imparare- una cosa fondamentale: la felicità è un nostro diritto e lottare per raggiungerla un dovere. Senza questo presupposto resteremo sempre al palo. La seconda arma per sconfiggere “l'avversa fortuna” è sostituire  “devo” con  “posso”, o tutte le nostre azioni saranno permeate da una pesantezza che ci impedisce di procedere spediti verso quello che desideriamo, quindi il cambiamento. Ma se non “decidiamo” davvero di cambiare, non potremo farlo. Il terzo pilastro che ci avvicina ai traguardi che ci poniamo è la convinzione di poterci riuscire: gli unici limiti che abbiamo sono quelli che noi stessi ci poniamo. Tutte cose che sappiamo già, vero? Però non sappiamo metterle in pratica. Ma ne siamo proprio sicuri? O di nuovo, è un limite che ci stiamo ponendo? “non ne sono capace, non sono abbastanza bravo”. A questo punto l'Universo, che sostiene i nostri pensieri, non potrà che rispondere: “non ne sei capace, non sei abbastanza bravo”.  In effetti, uno dei concetti più difficili da accettare -se non “il più” difficile- dell'autoriforma è proprio questo: dipende tutto da noi, noi siamo gli unici responsabili di tutte le esperienze che viviamo. E' molto più comodo delegare la soluzione a qualcosa che reputiamo “superiore” a noi (S.Antò, famm'a grazzzzia!) o gettare la colpa sugli altri o sulla sfortuna, o il destino.
Per inciso: queste cose le sto dicendo soprattutto a me stessa :-)))
aprile 10, 2008 17:38
trovata per caso, piaciuta, postata=condivisa:

Esistono emozioni che sono solo tue. Non aspettarti che tutti le comprendano.
aprile 09, 2008 10:32

Un amico mi ha mandato ieri un link interessante e quindi lo posto. Eccolo:

lettera di un italiano all'estero

Dato che non conoscevo la fonte, ho cercato informazioni e le ho trovate qui

Siamo prossimi alle elezioni. Ritengo che votare sia un dovere civico, -oltre che un diritto- e pur se la voglia di astenersi è grande, sono convinta che il nostro dovere di cittadini ci imponga di turarci il naso e andare alle urne, anche perchè non farlo significa subire le scelte degli altri: mi pare che non esista un quorum per le elezioni politiche e quindi, se anche vota un pugno di elettori, sono valide.
Ogni volta che si vota, mi viene in mente la mitica battuta di Don Camillo: "ricordatevi che nella cabina Dio vi vede..." ma io aggiungo un'altra battuta celebre, quella di Rhett Butler che, se fossi vignettista, farei dire proprio a quel Dio, tirato sempre in ballo a sproposito: "Francamente, me ne infischio".
aprile 06, 2008 16:37
Di solito chi tiene un blog lancia un messaggio, propone una discussione, racconta favole o storie vere, scrive poesie, posta foto o parole di altri, ma è sempre qualcosa che parte da noi verso l'esterno. E se provassimo a fare l'inverso?
Se fossero i visitatori a lanciare una proposta, intavolare una discussione, scrivere una lettera non pvt, ottenendo una risposta sul blog non solo da chi lo tiene ma anche dai visitatori?
A volte ci interroghiamo su temi importanti o dettagli quotidiani: e se invece di discorrere con gli amici di sempre o magari solo con noi stessi, in solitudine, lo facessimo su questo blog?
Chi raccoglie la proposta può decidere di farlo loggato o anonimo: non ha importanza. Quello che conta è lo scambio di opinioni e il confronto di idee su un dato argomento; le riflessioni e le risposte potrebbeto essere utile a molti, non solo a chi lancia l'argomento.
Be', è un'idea, un modo diverso di usare questo spazio e sfera di relazioni virtuali: vediamo che succede :-)